CHIRURGIA dell’ORECCHIO

Chirurgia Generale e Specialistica

RICOSTRUZIONE DEL PADIGLIONE AURICOLARE

Il padiglione auricolare è una delle parti del corpo umano più difficili da riprodurre e ricostruire, vista la sua complessa impalcatura cartilaginea.
I nostri chirurghi si dedicano alla ricostruzione del padiglione auricolare affetto da microtia con la nuova tecnica chirurgica MEDPOR.

 

TECNICA MEDPOR

Sviluppata nel 1991 dal dr. John Reinisch, prevede l’impianto di una protesi in polietilene poroso ad alta densità che ormai si è affermata la metodologia più efficace e meno invasiva nei casi di microtia, sia nei bambini dai 3 anni in sù sia negli adulti, compresi pazienti di 50-60 anni.

La tecnica consiste nella creazione di una struttura di polietilene sulla quale viene impiantata la pelle del paziente. Si tratta di un impianto biocompatibile al 100% ed utilizzato con successo in oltre 250mila casi dalla sua introduzione oltre 20 anni fa.

Prima dell’intervento, che avviene in anestesia generale, il chirurgo plastico generalmente realizza una proiezione completa dell’orecchio che viene modificata in modo da avere la stessa forma del padiglione sano.

Dopo aver collocato la protesi, viene su di essa innestata la pelle del paziente, prelevata dallo strato sottostante il cuoio capelluto (denominato “lembo”), come se fosse una “membrana vivente”. La protesi è porosa, dunque i vasi sanguigni e la pelle possono integrarsi con il materiale, rendendola parte viva del corpo.

Al termine dell’intervento, il chirurgo plastico applica un coperchio in silicone sull’orecchio per favorire la guarigione e la corretta modellazione.

Visite di controllo vengono normalmente programmate 1-2 giorni dopo l’intervento e a circa due settimane dall’operazione.

La ricostruzione dell’orecchio con protesi in polietilene poroso ad alta densità ha numerosi vantaggi che inducono a considerarla la migliore soluzione possibile in casi di microtia:

  • tutto si svolge in una singola seduta operatoria
  • l’intervento può essere eseguito in pazienti giovanissimi, migliorando l’udito, diminuendo le eventuali difficoltà nel linguaggio ed evitando stress psicologico prima di frequentare la scuola
  • la ricostruzione del canale uditivo può essere effettuata in contemporanea a quella del padiglione auricolare
  • la protesi è di solito molto robusta e consente di praticare qualsiasi attività sportiva.

Grazie all’elevato grado di qualità chirurgica di cui si avvale, la protesi lascia un numero minore di cicatrici rispetto alle tecniche tradizionali, poiché non prevede un’incisione del cuoio capelluto, sul quale non saranno presenti segni visibili. L’orecchio viene costruito delle stessa forma di quello sano, con un’armoniosa protrusione rispetto alla testa, ma ha dimensioni da adulto.

Apparirà quindi più grande per diversi anni, ma al raggiungimento della maturità i pazienti trattati hanno un aspetto naturale, una maggiore fiducia in se stessi, oltre che vantaggi funzionali legati ad una miglior capacità uditiva.

MICROTIA

È una deformità congenita che colpisce il padiglione auricolare e che comporta un mancato sviluppo dell’orecchio durante il primo trimestre della gravidanza. Nel 90% dei casi è monolaterale, colpisce più frequentemente l’orecchio destro e si presenta 2-3 volte più spesso negli uomini rispetto alle donne.
Ha un’incidenza di circa 1 su 8000 neonati e in Italia si registrano circa 90 nuovi casi l’anno.

Esistono 4 gradi di microtia:

  • grado 1, orecchio piccolo, anatomia abbastanza normale, e spesso assenza del canale uditivo o con un canale stretto;
  • grado 2, minima anatomia dell’orecchio, trago sviluppato, 1/3 dell’orecchio è di solito normale, assenza del canale auricolare o canale stretto;
  • grado 3, forma di microtia più comune, caratterizzata da parti di orecchio piccole e non sviluppate e dall’assenza del canale;
  • grado 4, noto anche come anotia, totale assenza di resti dell’orecchio e del canale.

È ancora sconosciuta, di solito non viene rilevata in ecografie prenatali e solo in pochi casi vi sono dei precedenti nella stessa famiglia.
Non è frutto di un comportamento sbagliato in gravidanza, pertanto i genitori non devono incolparsi della malformazione che ha colpito il bambino.

Tutti i bambini con microtia presentano una atresia o una stenosi uditiva.
L’atresia consiste nella mancanza totale del condotto uditivo esterno e del timpano.
La stenosi, invece, è un restringimento del canale e la presenza di un timpano più piccolo del normale.

Entrambe queste patologie influenzano la capacità di percepire i suoni e si traducono una perdita uditiva più o meno significativa. Non tutti i bambini con atresia o stenosi uditiva soffrono di microtia.

La microtia è di solito un fenomeno isolato nei neonati che non si accompagna normalmente ad altre anomalie.

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